La Controriforma, il Concilio di Trento e Paolo Sarpi

La Controriforma o Riforma cattolica è stato un movimento all’interno della Chiesa cattolica nella seconda metà del XVI secolo con il fine di riformare sé stessa in seguito alla Riforma protestante. La Riforma cattolica fu ampia e comprese cinque grandi elementi:

  1. Dottrina
  2. Riconfigurazione ecclesiastica o strutturale
  3. Ordini religiosi
  4. Movimenti spirituali
  5. Dimensioni politiche

Tali riforme comprendevano la fondazione di seminari per la corretta istruzione dei sacerdoti nella vita spirituale e nelle tradizioni teologiche della Chiesa, la riforma della vita religiosa per ricondurre gli ordini alle loro fondamenta spirituali e nuovi movimenti spirituali che si focalizzano sulla vita devozionale e su un personale rapporto con Cristo, inclusi i mistici spagnoli e la scuola francese di spiritualità.

Papa Paolo III (15341549) diede inizio al Concilio di Trento (15451563), una commissione di cardinali con il compito di ideare riforme istituzionali per risolvere vari contenziosi, come la questione della corruzione di vescovi e sacerdoti o le indulgenze ed altri abusi finanziari. Il Concilio ripudiò chiaramente le specifiche posizioni protestanti e sostenne la struttura di base della Chiesa medioevale, il suo sistema sacramentale, gli ordini religiosi e la dottrina. Respinse ogni possibilità di dialogo con i protestanti, riaffermando i dogmi del Cattolicesimo medioevale. Il Concilio sostenne con chiarezza il dogma della salvezza meritata per fede e per le opere. La Transustanziazione, durante la quale il pane e il vino consacrati diventano (in sostanza) il corpo e il sangue di Cristo, fu sostenuta insieme ai sette Sacramenti. Altre pratiche cattoliche che attirarono le critiche dei riformatori liberali all’interno della Chiesa, come le indulgenze, i pellegrinaggi, la venerazione dei santi e delle reliquie e la venerazione della Vergine Maria furono fortemente riaffermate come spiritualmente vitali.

Ma mentre fu ribadita la struttura base della Chiesa non ci furono evidenti cambiamenti per rispondere alle lamentele di cui i padri conciliari tacitamente ammettevano la legittimità. Tra le situazioni da correggere c’era la crescente separazione tra i sacerdoti e il gregge; molti membri del clero soprattutto nelle parrocchie di campagna erano stati istruiti male. Spesso, questi preti di campagna non conoscevano il latino e mancavano di opportunità per un’appropriata istruzione teologica. (L’importanza dell’istruzione dei sacerdoti era stato un punto fondamentale dei riformatori umanisti nel passato). I parroci ora furono meglio istruiti, mentre le autorità papali cercarono di eliminare le distrazioni delle chiese monastiche. Taccuini e manuali divennero così di uso comune; essi descrivevano come essere buoni sacerdoti e confessori.

(continua su Wikipedia)

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