Riscrittura dell’Iliade ad opera di Alessandro Baricco

Qualche annetto fa è uscita una riscrittura per il teatro dell’Iliade di Omero, ad opera di Alessandro Baricco.

Si tratta della rilettura e riscrittura del capolavoro di Omero, con delle piccole varianti strutturali:

– non è più l’aedo a raccontare in modo distaccato le vicende dei tanti eroi, ma sono gli eroi stessi che raccontano in prima persona tutto ciò che hanno vissuto e patito durante la guerra;

– scompaiono del tutto le divinità per lasciare il campo agli uomini, veri protagonisti eroici delle vicende.

Ampi stralci del libro che invito a leggere sono disponibili online su GoogleBooks.

Si legge su alcuni Blog:

Baricco A., L’Iliade di Omero, Feltrinelli 2006

“Oh, se per sempre svanisse l’ira dal cuore degli uomini, lei che è capace di far impazzire anche i più saggi, scivolando nel loro animo con la dolcezza del miele e montando poi come fumo nella loro mente…”

Alessandro Baricco rielabora il famoso testo di Omero, poggiando sulla brillante traduzione di Maria Grazia Ciani e adattando il poema ad una rappresentazione teatrale. Il testo è reso attuale nella forma e snellito, omettendo principalmente i riferimenti alle divinità. Scopriamo così un’opera moderna e accattivante, ancora oggi viva ed attuale.

Riscoprire le tinte epiche ed assolute dell’Iliade di Omero lascia la vaga sensazione che tutto quello che è stato scritto successivamente, sia in qualche modo superfluo. La passione, il coraggio, l’amicizia, l’amore, la rabbia, l’invidia, l’odio, l’orgoglio, l’onore, la compassione…nel celebre poema trovano spazio tutti gli ideali, i valori e le debolezze dell’uomo da millenni immutati, che guidano verso un destino feroce, travolgente, lasciando sul campo vincitori e vinti.

La storia ripercorre gli ultimi giorni della battaglia tra Achei e Troiani, uno scontro durato un decennio, dopo il rapimento di Elena. La battaglia, giocata come una sottile partita a scacchi, esalta le figure dei protagonisti, le loro vicende umane ed un vivido raffronto con la morte.

L’Iliade celebra dunque l’ineluttabilità della guerra, strumento divino per dare corso a quello che è il destino degli uomini. E in questo l’Iliade scopre la sua modernità: oggi, in un epoca in cui la guerra è tuttora riconosciuta come un male da evitare ma a volte necessario, ritroviamo le parole di Achille. Il valoroso guerriero, a tratti riluttante alla guerra, sembra suggerire il tentativo di percorre un’altra via per compiere il proprio destino. Non sarà così e, travolto dall’ira, andrà consapevolmente incontro alla sua fine, rivelando un profondo amore e rispetto per la vita. Un monito, un’eredità ancor oggi incompiuta, verso la pace. (da Michelangelo’s place)
L’Iliade di Alessandro Baricco è un’Iliade semplice. Tutto qui. C’è stata molta polemica a riguardo, a volte probabilmente sterile ma generalmente utile a spolverare uno scrigno prezioso come l’opera cantata di Omero.

L’operazione inoltre è perfettamente coerente con il lavoro dello scrittore torinese e la sua attività di barbarizzazione della cultura, ovvero renderla appetibile ad una nuova platea di utenti, un esercito sterminato di consuma-youtube-distratti e constantemente impiegati su più fronti (multi-tasking), ai quali l’artificio retorico o l’originalità, intesa come ricerca della radice più vera, sono mero ostacolo per un consumo usa e getta, rapido, assimilabile di ciò che vedono, ascoltano, cercano e trovano.

Menelao, come un leone affamato che si imbatte nel corpo di un cervo e lo divora. Pensò che era giunto il momento di vendicarsi dell’uomo che gli aveva rubato la sposa. E saltò a terra dal carro, impugnando le armi. Paride lo vide e gli tremò il cuore. Tornò indietro, in mezzo ai suoi, per sfuggire alla morte. Come un uomo che vede un serpente e subito balza ali’ indietro, e trema, e fugge, pallido in volto. Così lo vedemmo scappare.

Alessandro Baricco - Omero, Iliade

La prima delle attività di rielaborazione del testo è l’eliminazione da parte di Baricco delle divinità rilegate al semplice ruoto di oggetti di venerazione da parte degli uomini. Sono proprio gli uomini ad emergere in tutta la loro tragica lotta feroce e spietata, crudele quanto vera. Un’altra operazione è stata l’eliminazione della terza persona, viene così eliminato il cantore, sostituito da ventuno monologhi di protagonisti della vicenda di Ilio.

Come al solito pregevole l’edizione feltrinelli.

(da Simonedisomma.com)

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Dopo aver confrontato la riscrittura di Baricco con l’originale scrivi un tuo commento

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