Divina Commedia – Paradiso

Libero da tutti i peccati, adesso Dante può ascendere al Paradiso e, accanto a Beatrice, vi accede volando ad altissima velocità. Il Paradiso è composto da nove cerchi concentrici, al cui centro sta la Terra; in ognuno di questi cieli, dove risiede un pianeta diverso, stanno i beati, più vicini a Dio a seconda del loro grado di beatitudine.

Il Paradiso è un mondo immateriale, etereo, diviso in nove cieli: i primi sette prendono il nome dai corpi celesti del sistema solare (nell’ordine Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno), gli ultimi due sono costituiti dalla sfera delle stelle fisse e dal Primo mobile.

Il tutto è contenuto nell’Empireo. Il rapporto tra Dante e i beati è molto diverso rispetto a quello che il poeta ha intrattenuto coi dannati ed i penitenti: tutte le anime del Paradiso, infatti, risiedono nell’Empireo, e precisamente nel catino della Candida Rosa (o Rosa Mistica) dal quale essi contemplano direttamente Dio; tuttavia, per così, nel cielo di Venere appaiono gli spiriti amanti, e in quello di Saturno gli spiriti contemplativi e via dicendo.

All’ingresso nel Paradiso terrestre, Virgilio, che secondo l’interpretazione figurale rappresenta la Ragione, scompare (già al XXX canto del Purgatorio), ed al suo posto compare Beatrice, raffigurante la Teologia. Ciò simboleggia l’impossibilità per l’uomo di giungere a Dio per il solo mezzo della ragione umana. Rappresentati appunto dall’accompagnatrice. Da qui Dante osserva finalmente la luce di Dio, grazie all’intercessione di Maria alla quale San Bernardoaveva chiesto aiuto perché Dante potesse vedere Dio e sostenere la visione del divino, penetrandola con lo sguardo fino a congiungersi con Lui, e vedendo così la perfetta unione di tutte le realtà, la spiegazione del tutto nella sua grandezza. Nel punto più centrale di questa grande luce, Dante vede tre cerchi, le tre persone della Trinità, il secondo del quale ha immagine umana, segno della natura umana, e divina allo stesso tempo, di Cristo. Quando egli tenta di penetrare ancor più quel mistero il suo intelletto viene meno, ma in un excessus mentiséé la sua anima è presa da un’illuminazione e si placa, realizzata dall’armonia che gli dona la visione di Dio, dell’amor che move il sole e l’altre stelle.

Dopo aver ottenuto la beatitudo huius vitae ed aver compiuto la cerimonia purificatoria, Dante sale in Paradiso, terza ed ultima parte del viaggio spirituale: se l’Inferno rappresenta la constatazione e il superamento del peccato e il Purgatorio rappresenta il momento di purificazione delle anime, il Paradiso diventa dunque il momento  che conduce il poeta nel mondo delle beate anime. Si tratta di un itinerario che culmina con la visione di Beatrice, amata di Dante . L’Universo è formato da cinque elementi fondamentali: terra, acqua, aria, fuoco, etere ; i cieli che formano il Paradiso sono costituiti di etere, e sono sfere concentriche e con colori al cui interno stanno i pianeti (Luna, Mercurio, Venere, Sole , Marte, Giove e Saturno); l’ottavo è il cielo delle stelle fisse, il nono è il Primo Mobile. Il decimo cielo è l’Empireo, costituito di pura luce ed immobile, nel quale hanno sede Dio e i beati. Attorno a Dio stanno le gerarchie celesti, i cori angelici; i beati sono invece disposti a forma di anfiteatro nella candida rosa, divisa in due parti tra i beati del Vecchio Testamento, credenti “in Cristo venturo”, e quelli del Nuovo Testamento, credenti “in Cristo venuto”.  Dio emana la Grazia che, assorbita dalle creature celesti, viene trasmessa ai cieli ,che per questo motivo ruotano in maniera graduata.

LA SRUTTURA DEL PARADISO

Mentre l’Inferno ed il Purgatorio sono luoghi presenti sulla terra, il Paradiso è un mondo immateriale, etereo, diviso in nove cieli: i primi sette prendono il nome dai corpi celesti del sistema solare (nell’ordine Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno), gli ultimi due sono costituiti dalla sfera delle stelle fisse e dal Primo mobile:Il tutto è contenuto nell’Empireo. Il rapporto tra Dante e i beati è molto diverso rispetto a quello che il poeta ha intrattenuto coi dannati ed i penitenti: tutte le anime del Paradiso, infatti, risiedono nella Candida Rosa (o Rosa Mistica) dal quale essi contemplano direttamente Dio; tuttavia, per rendere più comprensibile al viaggiatore l’esperienza dal Paradiso, le figure gli appaiono di cielo in cielo, in una precisa corrispondenza astrologica tra la qualità di ogni pianeta e il tipo di esperienza spirituale compiuta dal personaggio descritto. All’ingresso nel Paradiso terrestre, Virgilio, che secondo l’interpretazione figurale rappresenta la Ragione, scompare (già al XXX canto del Purgatorio), ed al suo posto compare Beatrice, raffigurante la Teologia. Successivamente, a Dante si affiancherà una nuova guida:  Bernardo di Chiaravalle, (pur restando presente Beatrice e pregando per il poeta nel momento dell’invocazione finale del santo alla Madonna).Libero da tutti i peccati, adesso Dante può ascendere al Paradiso e, accanto a Beatrice, vi accede volando ad altissima velocità. Il Paradiso è composto da nove cerchi concentrici, al cui centro sta la Terra; in ognuno di questi cieli, dove risiede un pianeta diverso, stanno i beati, più vicini a Dio a seconda del loro grado di beatitudine. Ma le anime del Paradiso non stanno meglio o peggio, e nessuno desidera una condizione migliore di quella che ha, poiché la carità non permette di desiderare altro se non quello che si ha; Dio, al momento della nascita, ha donato ogni anima di  una certa quantità di grazia, ed è in proporzione a questa che essi godono diversi livelli di beatitudine. Prima di raggiungere il primo cielo i due attraversano la Sfera di Fuoco.

-Nel primo cielo, quello della Luna, stanno coloro che mancarono ai voti fatti (Angeli);

-nel secondo, il cielo di Mercurio, risiedono coloro che in Terra fecero del bene per ottenere gloria e fama, non indirizzandosi al bene divino (Arcangeli);

-nel terzo cielo, quello di Venere, stanno le anime degli spiriti amanti (Principati);

-nel quarto, il cielo del Sole, gli spiriti sapienti (Potestà);

–         nel quinto, il cielo di Marte, gli spiriti militanti dei combattenti per la fede (Virtù); e nel sesto, il cielo di Giove, gli spiriti governanti giusti (Dominazioni).

Giunti al settimo cielo, quello di Saturno dove risiedono gli “spiriti contemplativi” (Troni), Beatrice non sorride più, come invece aveva fatto finora; il suo sorriso, infatti, da qui in poi, a causa della vicinanza a Dio, sarebbe per Dante insopportabile alla vista, tanto luminoso risulterebbe. In questo cielo risiedono gli spiriti contemplativi, e da qui Beatrice innalza Dante fino al cielo delle Stelle fisse, dove non sono più ripartiti i beati, ma nel quale si trovano le anime trionfanti, che cantano le lodi di Cristo e della Vergine Maria, che qui Dante riesce a vedere; da questo cielo, inoltre, il poeta osserva il mondo sotto di sé, i sette pianeti e i loro moti e la Terra, piccola e misera in confronto alla grandezza di Dio (Cherubini). Prima di proseguire Dante deve sostenere una sorta di “esame” in Fede, Speranza, Carità, da parte di tre professori particolari: San Pietro, San Giacomo e San Giovanni. Quindi, dopo un ultimo sguardo al pianeta, Dante e Beatrice assurgono al nono cielo, il Primo Mobile o Cristallino, il cielo più esterno, origine del movimento e del tempo universale (Serafini).In questo luogo, sollevato lo sguardo, Dante vede un punto luminosissimo, contornato da nove cerchi di fuoco, vorticanti attorno ad esso: il punto è Dio, e attorno a lui stanno i nove cori angelici. Superato l’ultimo cielo, i due accedono all’Empireo, dove si trova la rosa dei beati, una struttura a forma di anfiteatro, sul gradino più alto della quale sta la Vergine Maria. Qui, nell’immensa moltitudine dei beati, risiedono i più grandi santi e le più importanti figure delle Sacre Scritture, come Sant’Agostino, San Benedetto, San Francesco, e inoltre EvaRachele. Da qui Dante osserva finalmente la luce di Dio, grazie all’intercessione di Maria alla quale San Bernardo (guida di Dante per l’ultima parte del viaggio) aveva chiesto aiuto perché Dante potesse vedere Dio e sostenere la visione del divino, penetrandola con lo sguardo fino a congiungersi con Lui, e vedendo così la perfetta unione di tutte le realtà. Nel punto più centrale di questa grande luce, Dante vede tre cerchi, le tre persone della Trinità, il secondo del quale ha immagine umana. Quando egli tenta di penetrare ancor più quel mistero, il suo intelletto viene meno, ma la sua anima è presa da un’illuminazione e si placa, realizzata dall’armonia che gli dona la visione di Dio, dell’amor che muove il sole e l’altre stelle.

STRUTTURA COSMOLOGICA

Il Paradiso è strutturato secondo la rappresentazione cosmologica nata all’epoca ellenistica con gli scritti di Tolomeo, e risistemata dai teologici cristiani secondo le esigenze della nuova religione. Nel suo rapimento celeste, Dante attraversa dunque i nove cieli del cosmo astronomico-teologico, al di sopra dei quali si distende il Pleroma infinito (Empireo) in cui ha sede la Rosa dei Beati, posti a diretto contatto con la visione di Dio. Ai nove cieli corrispondono nell’Empireo i nove cori angelici che, col loro movimento circolare intorno all’immagine di Dio, provocano il relativo movimento rotatorio del cielo. La struttura cosmologica della Commedia è strettamente connessa alla struttura dottrinale del poema, per cui la collocazione dei tre regni, e, al loro interno, l’ordine delle anime (ovvero delle pene e delle grazie), corrisponde a precisi intendimenti di ordine morale e teologico. I nove cieli del Paradiso sono i sette del sistema tolemaico – Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno – più il cielo delle Stelle fisse e del Primo Mobile.

[Rachele, Parvinder, Chiara, 2D]

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