2 Responses to “Archiginnasio”


  1. 1 Alice e Fabiola, 2A 18 aprile 2010 alle 4:26 pm

    L’Archiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più significativi della città di Bologna: fu sede dell’antica Università ed è ora sede della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio.
    Nel XVI secolo l’area di Piazza Maggiore fu drasticamente ristrutturata per volere papale: negli stessi anni fu costruita anche la fontana del Nettuno.
    La costruzione dell’Archiginnasio fu commissionata da papa Pio IV per mezzo del Cardinale Legato Carlo Borromeo e Pier Donato Cesi che assegnarono il progetto ad Antonio Morandi (detto il Terribilia), che terminò il lavoro di costruzione tra il 1562 ed il 1563.
    L’Archiginnasio fu sede dello Studium bolognese dal 1563 al 1803, ed è ricchissimo di storia e opere d’arte.

  2. 2 Salem e Alex, 2A 18 aprile 2010 alle 4:27 pm

    STORIA
    L’archigginasio di Bologna e uno dei palazzi più significativi della città fu sede dell’antica università ed e ora sede della biblioteca comunale dell’Archiginnasio.
    Nel XVI secolo l’area di piazza maggiore fu drasticamente ristrutturata per volere papale negli stessi anni fu costruita la fontana di nettuno.
    La costruzione dell’Archiginnasio fu commissionata da papa Pio IV per mezzo del Cardinale Legato Carlo Borromeo e Pier Donato Cesi che assegnarono il progetto ad Antonio Morandi (detto il Terribilia), che terminò il lavoro di costruzione tra il 1562 ed il 1563.
    L’Archiginnasio fu sede dello Studium bolognese dal 1563 al 1803, ed è ricchissimo di storia e opere d’arte.
    Il palazzo è strutturato in due piani con porticata anteriore e corte interna che ingloba l’ex chiesa di Santa Maria dei Bulgari. Il piano superiore conteneva le sale di studio dei legisti (studenti di giurisprudenza) e degli artisti (studenti di altre materie): le corrispondenti aule magne sono la Sala dello Stabat Mater e la Sala di Lettura dell’odierna Biblioteca Comunale. Sia i legisti che gli artisti disponevano di dieci aule, ma quelle dei legisti, considerati “studenti di serie A” e un po’ snob, erano tutte disposte lungo il corridoio principale. Legisti ed artisti salivano al primo piano mediante due scaloni distinti, giacché non intendevano in alcun modo mescolarsi.
    A testimonianza della lunga storia universitaria del palazzo è rimasto un enorme complesso araldico murale (che si compone di 7.000 stemmi studenteschi e iscrizioni in onore dei professori), che fortunatamente si salvò dalla distruzione ingiunta dal governo repubblicano nel 1797 e dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
    Al primo piano è ancora visibile il teatro anatomico (che fu costruito su progetto di Antonio Levanti nel 1637). Questo era una sala dedicata allo studio dell’anatomia a forma di anfiteatro, costruita in legno d’abete, soffitto a cassettoni, e decorata con statue, che crollò a causa dei bombardamenti del 1994 e successivamente fu restaurato. Il bellissimo teatro anatomico è caratterizzato da una cattedra, dove sedeva il professore, sovrastata da un baldacchino retto da due statue di uomini nudi e privati della pelle, detti “gli spellati”, opera settecentesca di Ercole Lelli che si può a ben diritto definire come un connubio tra arte e scienza. Le numerose statue che decorano le pareti rappresentano medici dell’antichità e della contemporaneità, in busto se ritenuti meno importanti, a figura intera se ritenuti di grande importanza. Le due statue principali, alla destra dell’entrata, raffigurano Ippocrate e Galeno, rispettivamente il più importante medico greco e il più importante medico romano. Una statua interessante, sulla parete opposta alla cattedra, raffigura un medico che regge in mano un naso: si tratta del bolognese Gaspare Tagliacozzi, precursore della rinoplastica.
    Il Palazzo è sede della biblioteca comunale dell’Archigginasio la più grande dell’Emilia-Romagna, che conserva importanti testi nelle discipline storiche, filosofiche, politiche, letterarie, artistiche, biografiche e bibliografiche ed una sviluppata sezione dedicata alla cultura bolognese. Tra l’altro, la biblioteca conserva circa 35.000 manoscritti ed incunaboli.


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